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Giorno del ricordo

In evidenza Giorno del ricordo

Con il “Giorno del Ricordo” si tiene viva la memoria di tutte le vittime delle foibe, nonché dell’esodo dalle loro terre di oltre 250.000 italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia. L’iniziativa intende mantenere e diffondere la conoscenza dei tragici eventi, avvenuti nel Novecento al confine nord orientale dell’Italia. Avvenimenti che hanno profondamente condizionato la memoria collettiva, ma che non sempre trovano posto nei libri di storia e nei programmi scolastici.

I poeti ci prestano le loro parole per ricordare.

ESULI

A bordo della nave, staccati da Pola
pensavano con ansia alle città
che li aspettavano.
Strappati alla loro terra
che sfilava con le coste bellissime
verso un domani ignoto.
E a Venezia una turba li accoglie
con grida ostili e rifiuta loro il cibo;
e a Bologna il treno non può fermarsi,
causa la folla nemica.
I bambini guardano intorno smarriti.
I genitori non hanno più niente da dare a loro.
II domani è un incubo.
Non li sentono fratelli gli Italiani,
una gente da rigettare, esuli.
Essi guardano tutto in silenzio
con gli occhi dilatati
dove le lagrime stanno ferme.
Il dolore di avere tutto perduto
si accresce di questo nuovo dolore.

Lina Galli

ULISSE

Nella mia giovinezza ho navigato
lungo le coste dalmate. Isolotti
a fior d'onda emergevano, ove raro
un uccello sostava intento a prede,
coperti d'alghe, scivolosi, al sole
belli come smeraldi. Quando l'alta
marea e la notte li annullava, vele
sottovento sbandavano più al largo,
per fuggirne l'insidia. Oggi il mio regno
è quella terra di nessuno. Il porto
accende ad altri i suoi lumi; me al largo
sospinge ancora il non domato spirito,
e della vita il doloroso amore.

Umberto Saba

Lina Galli, poetessa ermetica originaria di Parenzo si è trasferita a Trieste nel 1931. Ha raccontato il dramma dell'esodo giuliano-dalmata in una serie di poesie, tra le quali una delle più caratteristiche è proprio quella che prende il nome di Esuli.

Il triestino Umberto Saba ha messo in versi un ricordo della sua giovinezza nella poesia Ulisse. Nonostante il riferimento al "viaggio" e alla "terra" sia più filosofico e spirituale che reale, qualcuno ha voluto leggere in questa poesia sulle coste dalmate, un ricordo di una terra un tempo sentita come casa.

 

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