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PADRE MASSIMO

In evidenza PADRE MASSIMO

Sono trascorsi pochi giorni dalla fine della scuola, ma nelle nostre orecchie e soprattutto nei nostri cuori riecheggiano le parole di Padre M. che, durante la sua visita a scuola, ci ha letteralmente aperto gli occhi sulle dipendenze delle persone che arrivano ogni giorno nella “Mensa della Providenza dei frati Capuccini di Trento”.
“Chi viene in mensa ha dei seri problemi, sono persone normali che non hanno lavoro e nemmeno casa e molto spesso hanno dipendenze diverse: GIOCO D’AZZARDO, ALCOL, DROGA E MALATTIE MENTALI”.
“C’era un ragazzo di origine marocchina, molto buono la cui unica colpa è stata quella di aver iniziato a giocare alle macchinette ed è riuscito a mangiarsi tutti i soldi che aveva. Questo lo ha portato a bere e quando le forze dell’ordine lo fermavano diventava un po’ rompi scatole. Ora è in prigione, in Sardegna, e dovrà starci per tre anni.
“Vedete ragazzi, i problemi nascono anche nelle persone che tendenzialmente non sono cattive. La droga è un’altra dipendenza che colpisce i ragazzi della nostra società, i quali non si accorgono dei pericoli che stanno correndo e non riescono a chiedere aiuto in tempo perché pensano di farcela da soli. Mi è capitato, l’anno scorso, di incontrare una ragazza di vent’anni, di Trento, figlia di un ristoratore, che ha iniziato a drogarsi e, nonostante vari tentativi di disintossicarsi, non è ancora riuscita a farne a meno”.
“A., che ogni tanto viene da noi, si avvicina a me e mi dice che parla con il Papa in televisione. Lui, come altri, vive una realtà che non è reale, ma magari hanno una casa o dei soldi che riescono a gestire attraverso gli assistenti sociali. Non avrebbe bisogno di mangiare da noi, ma altre persone come lui, vengono da noi per avere un po’ di compagnia o per fare quattro chiacchiere con qualcuno perché si sentono soli. Queste persone hanno questa malattia che li isola ancora di più e che impedisce loro qualsiasi relazione con il mondo reale”.
“A. è un uomo di sessanta anni, una bravissima persona, con la barba lunga e calvo, il quale, seppur sia seguito dai servizi sociali, viene da noi perché si sente accolto. Il problema è che non andrebbe mai via ed è l’ultimo ad andare a casa. Quando succede capiamo che anche noi abbiamo finito il nostro lavoro quotidiano.
“Ma l’aspetto più importante in cui crediamo profondamente nella nostra mensa è il RISPETTO delle PERSONE, delle loro RELIGIONI e dei propri USI e COSTUMI.”
“Durante l’inverno abbiamo distribuito 150 sacchi a pelo e più di 600 COPERTE per coloro che dormono all’aperto, sotto i ponti, passaggi sotterranei o case abbandonate… Per queste ed altre persone siamo riusciti a procurare loro MEDICINALI, OCCHIALI, a prezzo scontatissimo presso l’OTTICA ROMANA, o a sistemare loro DENTI e DENTIERE grazie ad alcuni dentisti che offrono il loro aiuto”.
I due presidenti della cooperativa scolastica ScuolAmica, Filippo e Federico, hanno infine consegnato una busta contenente 200 euro che i soci fondatori hanno deciso di devolvere in beneficenza proprio per la mensa di cui Padre M. è il responsabile.Un grazie particolare all’insegnante Cristina che nella doppia veste di insegnante e collaboratrice ci ha permesso di conoscere una realtà quasi nascosta e soprattutto un grandissimo grazie a tutti i bambini che hanno preso parte in maniera composta ed attenta a quest’incontro.

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